Skip to main content

inAncona, breve viaggio in una città invisibile

inAncona, breve viaggio in una città invisibile

Sintesi
inAncona è un progetto fotografico che indaga l’identità visiva e sentimentale di Ancona attraverso una narrazione per immagini pensata e costruita.

L’approccio estetico non è l’unica coordinata del lavoro.

Non si solo tratta di “belle fotografie” da cartolina: dietro ogni sequenza c’è un’idea di lettura urbana che cerca di provocare riconoscimento e partecipazione emotiva nello spettatore.

Citta di Ancona, veduta da Posatora

Un approccio: guardare per farsi interrogare

Non sono nato ad Ancona né ho vissuto qui da sempre; però ho scelto di diventare un osservatore assiduo della città.

Le lunghe passeggiate, il vagare tra centro e periferie, mi hanno rivelato punti di vista che sfuggono spesso anche a chi la frequenta quotidianamente. Da questa pratica è nata l’esigenza di un’indagine visiva che combini geografia e sentimenti: un percorso che chieda allo spettatore non solo di vedere, ma di sentirsi coinvolto.

Questo progetto è ispirato da due coordinate intellettuali: la visione poetica e locale di Francesco Scarabicchi e la struttura immaginativa de Le città invisibili di Italo Calvino.

Da Scarabicchi ho raccolto la sensibilità verso la città “come destino”, fatta di bellezze salvate e cicatrici preziose; da Calvino ho ereditato l’idea della città come sequenza di frammenti memorabili, in cui ogni scorcio è una nota di una partitura che definisce l’intera identità urbana.

alla ricerca di nuovi scorci

La struttura del libro: cinque capitoli, una chiave di lettura

Il volume si articola in cinque capitoli tematici, ciascuno introdotto da una veduta-iconica della città e costruito come una sequenza fotografica intenzionale:

  • Orizzonte — il gesto di guardare: come indagine della relazione di Ancona con il mare inteso sia come frontiera che come idea fisica e metafora.
  • Desiderio — esplorazione di aspettative fatte di vuoti e tensioni: ciò che la città cerca e ciò che le manca.
  • Memoria — fotografie che lavorano sugli scorci e vedute che rendono la città memorabile.
  • Segni — dettagli vernacolari, architetture minute, sculture involontarie: il vocabolario visivo che costruisce una identità invisibile della città.
  • Destino — un finale dedicato alla precarietà, alle trasformazioni e alle potenzialità di Ancona, con una finestra ottimista sul futuro.

Ogni capitolo non è una mera raccolta di immagini affini: è invece una piccola partitura narrativa. Le fotografie si rispondono a vicenda — per colore, forma, prospettiva e significati— creando contrappunti che mettono in luce aspetti spesso inediti della città.

L’insieme mira a costruire non tanto risposte definitive quanto domande condivise.

lavori e vedute

Perché questo progetto non è solo “una mostra in più”

La differenza sostanziale sta nell’idea che guida il gesto fotografico. Qui la fotografia è strumento di lettura collettiva: non si limita a celebrare l’estetica, ma intende suscitare immedesimazione e scoperta.

Le immagini sono pensate per rimettere in gioco la percezione degli anconetani — spingendoli a riconoscersi, a ricordare, a interrogarsi su cosa davvero costituisca il volto della loro città.

Questa impostazione evita i cliché promozionali e si concentra sull’autenticità dei luoghi. È un approccio che privilegia la profondità emotiva rispetto all’effetto immediato, e che può assumere valore non solo estetico ma civico: la fotografia come strumento di discussione collettiva sull’identità urbana.

 

Corso Garibaldi da piazza Cavour
Mercato delle Erbe – un ricordo
Quartiere Q2 – giornata di primavera

Rilevanza per la visione culturale della città

Nel momento in cui Ancona si propone di costruire una candidatura culturale ambiziosa, progetti come inAncona offrono un contributo peculiare: aiutano a mettere in luce la dimensione narrativa e simbolica della città, offrono materiali visivi per una lettura non convenzionale del patrimonio urbano e possono stimolare pratiche partecipative di formazione dell’identità collettiva.

Il progetto pone al centro il tessuto urbano e le piccole storie che definiscono il carattere della città: elementi essenziali quando si tratta di raccontare una visione culturale credibile e radicata.

Vista dal Duomo
San Ciriaco giorno di festa

Come leggere questo pezzo del progetto (e le immagini allegate)

Le fotografie che troverete inserite in questo documento sono sequenze tratte dai capitoli del libro: guardatele come piccole narrazioni autonome e come parti di un racconto più ampio. Ogni immagine ha una didascalia che ne suggerisce la funzione narrativa all’interno della sequenza.

Monumento del Passetto domenica mattina
Passeggiata con vista Porto
Ascensore del Passetto

Nota finale — l’autore in breve

Max Guidobaldi — nato ad Ancona (1969), fotografo professionista con studio a Falconara Marittima. Si occupa da anni di progetti di lettura del territorio e documentazione fotografica partecipata (fra gli altri: Sguardi sui Confini, Castel d’Emilio – Ritratto di un paese, Albacina – lettura di un abbandono).

Il suo lavoro unisce ricerca visiva e attenzione al paesaggio sociale, con l’obiettivo di mettere la fotografia al servizio della memoria e dell’identità collettiva.

Ancona una città di porto

 


max guidobaldi

Max Guidobaldi Photostudio