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In ANCONA 

 Breve viaggio in una città invisibile :

L’ESPOSIZIONE FOTOGRAFICA
INAUGURA IL 19 DICEMBRE 2025

Un contributo al programma “Alla ricerca della città” dell’Ordine degli Architetti di Ancona

Il 19 dicembre 2025 inaugura l’esposizione fotografica inAncona – breve viaggio in una città invisibile, ospitata presso la sede dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Ancona.
L’evento si inserisce all’interno di Alla ricerca della città, il nuovo programma culturale dell’Ordine dedicato alla riflessione sul rapporto tra Ancona, la sua identità e le trasformazioni in corso.

Il ciclo di incontri parte da una considerazione centrale: Ancona è una città che sta affrontando un passaggio importante, con l’avvio del percorso per il Piano Urbanistico Generale. Allo stesso tempo porta ancora i segni profondi del trauma della guerra, che ne ha modificato la forma e l’immaginario, lasciando in eredità una difficoltà collettiva nel riconoscersi. Accanto alla città reale esiste una città possibile, fatta di frammenti, relazioni nuove, permanenze e ferite urbane che continuano a parlarci. Per comprenderla occorre mettersi in ascolto, vedere oltre ciò che appare, affiancando alla razionalità dell’analisi la profondità dello sguardo artistico.

Il progetto inAncona

La mia esposizione nasce dal lavoro che ho dedicato ad Ancona come luogo di memoria, paesaggio e trasformazione.

Ispirato dagli scritti di Francesco Scarabicchi e dal clima evocativo delle città invisibili di Calvino, il progetto esplora la città attraverso cinque capitoli – Orizzonte, Desiderio, Memoria, Segni, Destino – che compongono una narrazione visiva che tenta di unire documento, poesia ed immedesimazione.

Per un approfondimento completo sulla visione e sulla struttura del progetto rimando all’articolo dedicato:
www.maxguidobaldi.com/2025/09/01/inancona-breve-viaggio-in-una-citta-invisibile/

Per me è motivo di sincera gratitudine essere parte del percorso culturale avviato dall’Ordine degli Architetti. Contributi come questo dimostrano quanto sia importante costruire dialoghi tra sguardi, discipline e comunità per comprendere – e immaginare – la città che abitiamo.