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Tag: ancona capitale cultura 2028

inAncona e Ancona Capitale della Cultura 2028: visioni che si incontrano nel presente.

Ci sono momenti in cui un percorso personale, portato avanti nel tempo con discrezione e ostinazione, incontra improvvisamente una traiettoria più ampia, collettiva. Non per rivendicazione, non per primato, ma per una semplice e profonda sintonia.
La nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028 è uno di questi momenti.

Nel leggere il dossier e nel riconoscere le parole che ne hanno guidato l’impostazione, ho avuto la sensazione nitida di trovarmi davanti a una visione già incontrata. Non perché anticipata, ma perché condivisa. Una visione che ha nelle parole di Francesco Scarabicchi il suo punto di origine e di orientamento: la necessità di tenere insieme ciò che è stato e ciò che è, di rendere il passato prossimo al nostro respiro, di trasformare la memoria in una forma attiva di presente.

È esattamente su questa tensione che nasce il progetto fotografico inAncona – breve viaggio in una città invisibile.


Una città da attraversare, non da rappresentare

Fin dall’inizio, inAncona non è stato pensato come un progetto descrittivo. Non nasce per restituire una città riconoscibile, né per produrre immagini iconiche.
È, piuttosto, un tentativo di abitare Ancona attraverso lo sguardo, di sostare nei suoi margini, nei suoi vuoti, nelle sue continuità silenziose.

La città che emerge non è quella delle cartoline, ma quella delle relazioni: tra spazi e persone, tra memoria e uso quotidiano, tra permanenze e trasformazioni. Una città che non si offre immediatamente, ma che si lascia comprendere solo nel tempo, attraverso una pratica lenta dell’osservazione.

Questo approccio ha trovato forma in una narrazione articolata, costruita per capitoli — Orizzonte, Desiderio, Memoria, Segni, Destino — in cui le immagini dialogano tra loro non per descrivere, ma per suggerire. Non per spiegare, ma per mettere in relazione.

In questo senso, la fotografia diventa uno strumento di lettura urbana, un modo per interrogare la città piuttosto che per semplificarla.


“Questo Adesso”: la città come tempo da abitare

Uno dei passaggi più forti del dossier di Ancona 2028 è racchiuso nel titolo stesso: Questo Adesso.
Un’espressione semplice, ma radicale, che invita a spostare lo sguardo: dalla celebrazione del passato alla responsabilità del presente.

Non è più tempo di raccontare soltanto ciò che la città è stata.
È il tempo di scegliere, di abitare, di attivare.

Questa idea — la città come spazio attivo, come luogo in cui memoria e futuro convivono — è profondamente vicina al senso di inAncona.
Nel progetto, il passato non è mai nostalgia. È una presenza diffusa, stratificata, che continua ad agire nel quotidiano: nelle architetture, nei percorsi, nelle abitudini, nei vuoti urbani.

È ciò che Scarabicchi definisce come la capacità di “cogliere di ogni remoto la vicinanza”.
Una prossimità che non è temporale, ma percettiva.
Un modo di guardare che rende contemporaneo ciò che altrimenti resterebbe distante.


Geografie dello sguardo e patrimonio invisibile

Il dossier parla di un patrimonio diffuso, spesso invisibile, che deve essere restituito alla comunità con “lo sguardo della meraviglia e la forza della responsabilità”.
È una definizione che risuona profondamente con il lavoro svolto in inAncona.

Le immagini del progetto non cercano l’eccezionalità, ma la normalità.
Non i luoghi già riconosciuti, ma quelli attraversati ogni giorno senza attenzione.
Periferie, margini, spazi funzionali, paesaggi ordinari.

È proprio in questi luoghi che si manifesta una geografia più sottile: fatta di abitudini, di attraversamenti, di presenze minime ma continue.
Una geografia emotiva, in cui la città si costruisce non solo come spazio fisico, ma come esperienza vissuta.

Rendere visibile questo livello significa assumere una responsabilità: non semplificare la città, ma restituirne la complessità.


Una sintonia che apre possibilità

La candidatura e la nomina di Ancona come Capitale Italiana della Cultura 2028 non rappresentano soltanto un riconoscimento istituzionale.
Sono l’apertura di uno spazio culturale in cui diverse pratiche — artistiche, progettuali, narrative — possono incontrarsi.

In questo spazio, inAncona trova una collocazione naturale.
Non come progetto concluso, ma come processo in divenire.
Come contributo possibile a una riflessione più ampia sulla città: sul suo modo di essere percepita, raccontata, abitata.

La mostra realizzata nel dicembre 2025 presso l’Ordine degli Architetti della Provincia di Ancona ha rappresentato una prima tappa di questo percorso. Un momento di confronto in cui la fotografia ha dialogato con architettura, poesia, critica, cittadinanza.

Ma il lavoro non si esaurisce lì.
Anzi, proprio oggi, alla luce di questo nuovo scenario, acquista una risonanza diversa.


Non rappresentare, ma attivare

C’è un passaggio nel dossier che può essere letto come una dichiarazione di metodo:
“Non celebriamo ciò che abbiamo: attiviamo ciò che siamo.”

È una frase che può valere anche per la fotografia.
Non si tratta di produrre immagini della città, ma di attivare uno sguardo sulla città.
Non di rappresentarla, ma di metterla in relazione con chi la osserva.

inAncona si muove esattamente in questo spazio:
tra osservazione e interpretazione, tra documento e visione, tra geografia e sentimento.

È uno sguardo che non pretende di essere esaustivo, ma che prova a essere coerente.
Che non cerca di spiegare, ma di aprire.


Un percorso che continua

Se c’è una cosa che questo momento restituisce con chiarezza, è che il lavoro sulla città non può essere episodico.
Richiede tempo, continuità, ascolto.

La nomina a Capitale della Cultura 2028 non è un punto di arrivo.
È un passaggio che chiama in causa tutti: istituzioni, operatori culturali, cittadini, autori.

Per chi, come me, lavora con le immagini, significa continuare a interrogare la città senza semplificarla.
Significa restare dentro questo “adesso”, senza scorciatoie.


👉 Approfondimenti sul progetto:
https://www.maxguidobaldi.com/2025/09/01/inancona-breve-viaggio-in-una-citta-invisibile/

👉 Articolo su Il Resto del Carlino:
https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/il-progetto-inancona-ecco-la-601e7485